Mi piace sempre dire agli studenti che il Kundalini Yoga perde d’importanza se relegato solo alle ore di lezione a cui si prende parte: deve manifestarsi nella vita quotidiana, nei pensieri, nei cambiamenti, nei momenti di fermo… Sempre. Io sono un’insegnante di Kundalini Yoga, e lo sono sempre. Le mie responsabilità non sono solo mostrare le posizioni, spiegare le meditazioni o guidare le lezioni. La mia più grande responsabilità è essere vera, integra e connessa. Non mi posso raggirare o imbrogliare; non posso scappare da me.

Yogi Bhajan diceva “l’Insegnante che non diventa un perfetto studente non diventa un perfetto Maestro.” Per questo è necessario avere disciplina, continuare a praticare quotidianamente, confrontarsi anche con altri insegnanti, studiare e fare esperienze.

Ma come insegnante ho un’opportunità in più: i miei allievi. In ognuno di loro ci sono delle sfaccettature del mio percorso. In ognuno di loro riconosco dei miei meccanismi. E’ come se potessi guardarmi continuamente allo specchio, senza giudizio. Qualche mese fa un mio Maestro mi fece i complimenti per le mie classi numerose, per il mio lavoro; ma mi chiese di fare attenzione, perchè spesso quando si insegna molto si può cadere in due “giochini”: si insegna tanto per non guardare se stessi o, al contrario, ci si guarda troppo e si fa tanta fatica. A me quest’anno si sono sciolti molti nodi e per questo devo ringraziare anche le persone che ho incontrato. Tutte. Ecco perchè continuerò ad incoraggiare chi frequenta i corsi a non evitare o giudicare nessuno, ma piuttosto ad osservare cosa questo qualcuno smuove in loro, ad “usarlo” come specchio. Non è un caso se ho avuto certi allievi, e non è un caso se loro mi hanno scelta. Ognuno di noi incontra ciò di cui ha bisogno e ciò che può sostenere in quel momento. E se ci fa paura o se lo riteniamo eccessivo, potrebbe essere proprio la chiave giusta.

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Queste considerazioni sono nate al termine di una classe di Yoga di fine Luglio. Io ero seduta davanti a loro che, con più o meno costanza, hanno seguito i miei corsi da Settembre. Beh… Mi piaceva guardarli. Li ho visti belli, forti, anche delle proprie debolezze. Il mio “successo” come Insegnante stava lì, non in ciò che so, ma nella crescita di ogni studente.

Vi continuerò sempre a stimolare, provocare, affrontare ed elevare verso l’eccellenza, anche dicendo cose “scomode” a volte. Perché è il mio compito. E posso solo esserne grata.

Amar Prakash Kaur

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