images-1Parliamo di Sahasrara, il settimo chakra. La sua apertura equivale all’illuminazione del saggio, e la possiamo riconoscere quando, anche per brevi momenti, percepiamo una meravigliosa sensazione di identificazione dell’io con la realtà esterna. Con lo sviluppo di questo chakra (per il quale non esistono dei blocchi veri e propri, ma diversi livelli di sviluppo), questi momenti magici diventano via via più frequenti. E tutto questo può avvenire all’improvviso. Si avrà l’impressione di essersi svegliati da un lungo sonno confuso. Allora si è in grado di tradurre in parole e in azioni i disegni del Grande Architetto, dove non esistono bene e male, giusto e sbagliato, ogni cosa raggiunge la sua pienezza; per quanto possa non piacerci o apparirci dolorosa, è giusto che accada. E’ come riconoscere un qualcosa che faceva già parte di noi.
Sahasrara è quindi il chakra che libera, unifica, informa, fa comprendere. E’ il chakra dell’abbandono del sé, dell’illuminazione, della beatitudine.
Quando questo chakra non è molto sviluppato, l’individuo si sente costantemente in preda all’inquietudine e all’insoddisfazione. Si ha il dubbio di aver sbagliato tutto, si è sopraffatti dalla paura dell’invecchiamento e della morte. Qualcuno reagisce attaccandosi al lavoro, alle cose frivole, trascura questi messaggi di instabilità tuffandosi nel materiale. E potrebbe andare avanti così a vita, sprecando però l’opportunità di vivere in maniera piena, profonda, veramente appagante.
A livello fisico il settimo chakra è posto sulla cima della testa, in corrispondenza della fontanella, e controlla il cervello, il cranio, il sistema nervoso. Mal di testa, fobie, psicosi, depressione, confusione mentale, sono tutti possibili sintomi di mancata apertura di questo centro energetico.
Un concetto che non smetterò mai di affermare, è l’importanza di connessione del primo col settimo chakra. E’ fondamentale raggiungere alti livelli di consapevolezza e illuminazione per godere a pieno di tutto ciò che è terreno, di quelle che sono le nostre passioni, le nostre emozioni, le nostre esigenze. Non diventare asceti nei termini di privazioni, perchè siamo essere umani, fatti anche di concretezza, ma arrivare a vivere in maniera totale. Forse è questa la vera passione. Riuscire a vivere il buono e il meno buono a pieno, standoci dentro, in maniera consapevole e “illuminata”, avendo fiducia nell’Energia Universale.
Impariamo a padroneggiare i due poli estremi (primo e settimo chakra) per assicurarci l’attivazione e il controllo di tutti gli altri centri energetici, nonchè la funzionalità dell’organismo nel suo insieme.

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