Si parla sempre più spesso di quanto è importante amare se stessi, prendersi cura di se stessi, riservarsi del tempo per le proprie cose. E sempre di più si va alla ricerca di momenti di relax, o divertimento, o spensieratezza; a volte in compagnia, altre in solitudine. A volte si ha voglia di stare in mezzo alla confusione, di passare una serata “diversa”, per far tacere i propri problemi; altre volte si sente la necessità di scappare da tutto e tutti, di isolarsi e di ritrovare se stessi. Va bene tutto, ma cosa accade quando si rientra nella propria quotidianità? Cosa succede quando il telefono torna a squillare o, al contrario, non squilla più, quando i figli riprendono ad avanzare richieste, quando il datore di lavoro pretende di più, quando non bastano i soldi per arrivare a fine mese, quando il traffico ci innervosisce, quando torniamo nel mondo reale?

Riprendiamo il contatto con noi stessi

Per riprendere il contatto con se stessi bisogna trovare il coraggio di ascoltarsi, avendo fiducia che quello che si andrà a sentire sarà unico e meraviglioso. C’è poco da capire, tanti di noi sono abilissimi ad analizzare e a comprendere. Quello che serve è amore e fiducia verso qualcosa che già esiste, che non si deve creare o modificare: la propria essenza. Per farlo non bisogna andare dall’altra parte del mondo o stare rinchiusi in un eremo, potrebbe essere la giusta occasione, ma non è fondamentale. Si deve essere disposti ad ascoltare. Ma come si fa? Dove si deve portare attenzione?

SILENZIO – ASCOLTO – FIDUCIA – AMORE – ESPERIENZE DELLA VITA

Quest’estate ho fatto la mia prima vacanza in montagna, mi sono imbattuta in boschi e sentieri a volte molto faticosi, ho trovato molte similitudini con il Kundalini Yoga in questi percorsi, ma anche con la vita in generale. In alcuni momenti la sopportazione della fatica era talmente al limite, che l’istinto era quello di tornare indietro, ma continuavo a salire, a volte mi scoraggiavo, mi arrabbiavo, altre volte mi fermavo a riposare e mi godevo il paesaggio. Ma quando arrivavo in cima provavo sempre una sensazione di beatitudine, di amore, molto simile a quello che si prova alcune volte dopo una meditazione. Insomma al rientro in città, non mi sono sentita solo rilassata, ma pacificata. E un giorno guardando un filmino della vacanza, non sentendo alcun rumore, ho alzato il volume, ma continuavo a non sentire nulla, perché in realtà c’era un assoluto strano pieno silenzio. Un silenzio simile, secondo me, è quello che può aiutarci a percepire la nostra anima. Uno spazio interiore in cui le nostre personalità che ci guidano ogni giorno rimangono fuori, dove il pensare non trova posto, dove non esiste bello o brutto, buono o cattivo, migliore o peggiore; uno spazio vuoto, completamente pieno di puro amore e fiducia. Uno spazio da cui partire per vivere in noi, in qualunque posto o situazione incontriamo quotidianamente. Uno spazio che, una volta raggiunto, non si vorrà più lasciare, perché lì non c’è paura, e tutto è possibile.

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