Ajna-300x300Parliamo del sesto chakra, il famoso “terzo occhio”, l’occhio della mente, l’occhio che vedendo crea… In questo caso per “vedere bene” non basta aprire gli occhi, ma bisogna imparare a vedere con gli occhi interiori e dare ascolto al proprio maestro invisibile.

Il sesto chakra risiede alla radice del naso, sulla fronte. A livello fisico controlla gli occhi, il naso, le orecchie, il sistema nervoso. Quando è in squilibrio si possono manifestare emicranie, tensioni oculari, problemi di vista, disturbi alle orecchie, nevrosi, disturbi del sonno, incubi.

A livello energetico questo chakra controlla il pensiero, l’intuizione, la saggezza interiore, la consapevolezza. Controlla le azioni del vedere, osservare, riconoscere e comandare.

La mente è più potente di quanto si possa immaginare. Questo è diventato il mio motto da quando ho capito e verificato che davvero con il potere della mente possiamo realizzare proprio ciò che desideriamo. E’ quasi un atto di magia… Il pensiero, inseminato dalla volontà, è così potente da materializzarsi attraverso l’energia universale. Noi siamo quello che pensiamo. Il primo passo per creare qualcosa è pensarlo e vederlo come esistente. Ma deve essere un pensiero puro, altrimenti arrivano le paure, gli odi, le passioni negative a bloccarci. E’ necessario svuotare la mente dalle distrazioni e raggiungere la condizione di vuoto, per poter accendere la scintilla. Pensate a un bicchiere pieno d’acqua. Come potreste versarci un ottimo vino e gustarlo se l’acqua riempie il bicchiere fino all’orlo? Dobbiamo vuotare il bicchiere! Solo allora ci sarà lo spazio necessario per contenere il vino. Ma non basta… Se la coscienza, ridotta al vuoto, si assopisce, il cervello non comanda alla mano di afferrare il bicchiere e di portarlo alla bocca. Bisogna accendere la scintilla creativa della volontà.

Oggi siamo molto impegnati a raggiungere obiettivi che ci possano garantire una buona sopravvivenza, e anche questo è importante, è l’altra faccia dell’energia, quella più pesante, concreta. Ma spesso anche avendo raggiunto una posizione discreta, conoscendo tanta gente, avendo amici e familiari attorno, ci si sente un po’ storditi, ci si sente soli, quasi come se all’improvviso tutto ciò contasse poco, e nella caccia al tesoro si fosse imboccato un vicolo cieco, perchè magari il tesoro è altrove, c’è dell’altro oltre il tangibile di cui abbiamo fatto provviste. E Ajna (il sesto chakra), la dimensione della conoscenza e della rinuncia, reclama le sue ragioni. Se la “barca” è stata ben costruita, supera indenne i momenti di incertezza e ritrova gradualmente la rotta. La conoscenza arriva come un lampo intuitivo, si comincia a intravedere il disegno del Grande Architetto. Nasce una nuova consapevolezza e comunque vadano le cose, anche se in maniera dolorosa, nulla è sbagliato.
La meditazione, lo yoga sono dei validi strumenti per rinforzare la nostra” barca”.

Prendere consapevolezza, anche provando dolore, è il primo passo per vedere oltre e raggiungere il vero equilibrio.

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