La fibromialgia è una condizione cronica caratterizzata da dolore diffuso, in particolare alle articolazioni e ai tessuti connettivi, affaticamento, disturbi del sonno e ansia. Di difficile diagnosi, induce depressione, proprio per questa convivenza forzata con il dolore e la stanchezza. Purtroppo ad oggi la causa è sconosciuta e non esiste una cura precisa; e poiché molte persone appaiono sane viste dall’esterno, i loro sintomi non vengono sempre presi sul serio. I farmaci contro il dolore, poi, non sempre aiutano, così i ricercatori hanno iniziato a sperimentare lo yoga per i pazienti con fibromialgia. Uno studio in America ha dimostrato che una pratica costante di Kundalini Yoga, allevia di circa il 90% la gravità dei sintomi. I ricercatori non sono ancora pronti a dare un’approvazione ufficiale allo yoga, sottolineano che i miglioramenti potrebbero essere il risultato dell’effetto placebo (e se anche fosse?…), tuttavia hanno anche affermato che qualunque sia la causa, il fatto che tanti individui si sentano meglio è più importante. Questa notizia sicuramente non sorprende gli yogi che ben conoscono i benefici della pratica nella propria vita. Infatti, oltre agli aspetti fisici, la consapevolezza del respiro, l’allungamento muscolare e l’accettazione del proprio corpo e delle proprie sensazioni, le pratiche yoga aiutano a rafforzare la connessione mente-corpo e insegnano alle persone a usare questa connessione per migliorare il loro stato interiore ed emotivo.

L’obiettivo principale è quello di aiutare a “cavalcare le onde” della vita in modo equilibrato e consapevole.

Per i pazienti con fibromialgia, il movimento e l’esercizio fisico sono comunemente raccomandati, ma il dolore e l’affaticamento rendono il tutto difficile. La natura delicata ma precisa di molte posture yoga, unita alla meditazione e alla condivisione, rende invece la cosa fattibile. Come per qualsiasi altra patologia, gli studenti devono informare l’insegnante di eventuali problemi o limitazioni che hanno, in modo che gli si possa consigliare delle varianti o degli esercizi mirati. E assolutamente non trascurare l’aspetto meditativo, per la resistenza e il controllo del sistema nervoso.

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